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La vita della piazza è la vita della città. L’imperativo: prendersene cura. 

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Opificio #laPiazza #30124 #SanMarcoeBeverlyHills

Perché con Lares abbiamo capito che curare, restaurare, conservare le pietre di San Marco vuol dire aver cura della comunità che a questo luogo fa riferimento: che siano i cittadini di Venezia o quelli del mondo.

Parole, persone, musica e racconti hanno tracciato un filo diretto tra la Querini e la Piazza – possiamo dirlo o risultiamo campanilisti? – più amata al mondo. 

ottimizzare risorse, tempi e interessi

Per una città che deve rimanere viva è necessario ottimizzare risorse, tempi e interessi di tutti ci ha ricordato l’assessore Francesca Zaccariotto, nell’introduzione. 

Grazie a Giovanni Giusto abbiamo scoperto i segreti che, da sempre, hanno fatto di Piazza San Marco un luogo estremamente vivo. E anche l’etimologia veneta di alcune parole (che però, in questa sede, non ce la sentiamo di citare). Il consigliere ci ha ricordato l’importanza di creare un dialogo empatico, attento a voler rendere accessibile a tutti le storie che hanno reso Venezia, Venezia. Perché sì: si può anche provare simpatia verso un turista che dall’alto del suo SUV, in Piazzale Roma, chiede le indicazioni per arrivare con lo stesso mezzo fino a San Marco. 

Alberto Torsello ha sottolineato un dettaglio non indifferente del lavoro dell’architetto, quando è chiamato a intervenire su importanti cantieri urbani, soprattutto in una città come Venezia. L’architetto diventa ‘mediatore’ tra il pubblico e il privato. Tra la necessità di lavorare sulla facciata di Palazzo Ducale e il tentativo di lasciarla visibile, e non coperta dai pannelli del cantiere, per il maggior tempo possibile, così da permettere anche al visitatore arrivato dall’altra parte del mondo per ammirarla, di farlo. 

Con Mario Cherido abbiamo potuto scoprire tutte le varie fasi del lavoro che ha visto Lares impegnata nei restauri della Basilica: interventi sui materiali lapidei provenienti dall’Istria e da vari paesi del Mediterraneo, sulla varietà di marmi che la rivestono, che si sono degradati a causa dell’inquinamento e dell’acqua alta. Dal consolidamento alla rimozione delle lastre, al successivo montaggio una volta restaurate.

Un video e un ospite speciale ci hanno poi fatti immergere negli interventi sui masegni della Piazza, un’operazione fondamentale su ogni singola pietra, perché tutti concretamente possiamo continuare a calpestarle. 

Un video e un ospite speciale ci hanno poi fatti immergere negli interventi sui masegni della Piazza, un’operazione fondamentale su ogni singola pietra, perché tutti concretamente possiamo continuare a calpestarle. 

Tutti i discorsi sono stati intervallati da “Venetian Ballads” con Giulia Alberti, Diego Mantoan, Andrea Torresan: tradimenti, lotte, vita della piazza attraverso le parole e le musiche del Settecento. Fino ad arrivare alla musica contemporanea che, alla fine della serata, ha dato vita alla ‘piazza’ della Querini – la corte coperta restaurata da Mario Botta – grazie al DJ set di Andrea Bacciolo. 

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