DoorScape

Doorscape
Lo spazio oltre la soglia.

Con Oikos il binomio cultura e impresa è diventato una mostra.

Dal 18 maggio al 26 novembre negli spazi restaurati da Carlo Scarpa in Fondazione Querini Stampalia a Venezia e con un ricco calendario di attività, che nei mesi permettono di approfondirla.

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Opificio #progetta #mostra #oltre la soglia

Ma andiamo con ordine. Alla base un’intenzione molto chiara: realizzare un progetto culturale a quattro mani, quelle dell’azienda e quelle della Fondazione Querini, per approfondire il concetto di architettura d’ingresso. 

Perché? Avevamo iniziato a scoprilo già nel 2021: per Oikos l’aspetto culturale ha un ruolo centrale e il loro è un impegno costante nel portare la precisione artigianale e artistica nei processi dell’industria. 

La volontà di approfondire questa dinamica ha fatto nascere prima di tutto un Concorso Internazionale per l’Architettura d’ingresso. DoorScape – Lo Spazio Oltre la Soglia è diventato l’occasione per coinvolgere i progettisti in un ripensamento sull’elemento architettonico dell’ingresso, non come semplice spazio, ma come dimensione a cui dare nuovi significati.

Per questo motivo è stato scelto fin dall’inizio un approccio multidisciplinare, con una giuria formata da: Donatella Calabi, storica delle città, Alessandra Chemollo, fotografa, Emanuele Coccia, filosofo, Luciano Giubbilei, landscape e garden designer e Eugenia Morpurgo, designer ricercatrice e in qualità di presidente AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi che sono anche ambassador di Opificio. 

Siamo sulla porta, nel luogo che filtra l’incontro tra l’interno e l’esterno. È un confine, un passaggio attraverso due aree che proprio in quel punto si combinano e si avvolgono tra loro. - Michele De Lucchi

Sono arrivati 150 progetti, da tutto il mondo.

Un lavoro non indifferente per la giuria, ma ogni membro ha contribuito con la propria visione e questo ha portato alla selezione dei progetti finalisti: The Cut di Matheus Cartocci, Il giardino dell’Utopia di Emanuele Cipolla, Soglia da Segno a Luogo di Filippo Garau, Prélude di Isabelle Gomez, Viride di Anna Loggia e Alice Fantino, Instrument Door di Sara Simoska, Doorscape di Maria Grazia Spirito, Hypostyle di Victor Catalin Tanasa, La soglia come approdo di Antonella Trusgnach.

A vincere è stato: Il Portale ideato da Setion Branko e Arlinda Lalaj Branko, Branko Office for Architecture

una proposta molto chiara e ben concepita che interpreta le finalità di DoorScape. Il progetto riunisce molti aspetti che insieme creano il “paesaggio” di una soglia senza tempo

I 10 progetti finalisti sono stati premiati il 17 maggio in Querini, dove ci siamo ritrovati con Oikos e molti dei loro dipendenti e collaboratori e vari esponenti del mondo dell’architettura e del design, anche per scoprire in anteprima la mostra. 

La contaminazione che ha contraddistinto DoorScape fin dall’inizio ha raggiunto la sua massima espressione nella mostra site-specific, curata da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, in cui ora i progetti finalisti sono esposti.

Progetto allestitivo dello studio e poi strutture prodotte da Oikos, ancora una volta cultura e impresa. Con il non indifferente contributo del designer e artista Matteo Di Ciommo, che ha realizzato a mano i modelli in legno di Samba che hanno fatto prendere vita ai progetti vincitori. Il tutto negli spazi oggetto del restauro da parte di Carlo Scarpa: un allestimento che ha come pilastri il dialogo e il rispetto tra i vari elementi, in un gioco di contrasti col chiaro fine di creare armonia.

Non vi resta che venire a scoprire di persona ‘lo Spazio oltre la Soglia’. 

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