Restaura il futuro

Restaura il futuro.

Restaura il futuro è quasi un ossimoro, ma a noi piace così.

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Opificio #restaura #futuro #pertutti

Ci piace perché racchiude alla perfezione i due temi che abbiamo affrontato sabato 19 novembre insieme a Lares Restauri.

Da un lato l’azione del restauro, dall’altro quella della formazione: due processi che collegano passato e presente e tendono al futuro. Il passato, perché si restaura quello che il passato ci lascia e si fa formazione trasmettendo conoscenze acquisite; il presente, perché è il luogo in cui agiamo; e il futuro: l’obiettivo ultimo delle nostre azioni, il fine del restauro e l’orizzonte della formazione. 

In questo sabato dedicato al restauro pensiamo di aver fatto un po’ la nostra parte e per questo te lo raccontiamo, per rivivere la giornata se c’eri anche tu o per assaporarla a distanza.

Siccome il restauro è un tema di tutti, la nostra proposta è iniziata con un’attività per tutti: una caccia al tesoro per adulti e bambini negli spazi della Fondazione. Dalla Casa Museo all’area Scarpa le squadre hanno viaggiato indizio dopo indizio attraverso i lavori di restauro svolti dalle restauratrici di Lares nel nostro palazzo, arrivando al premio ma soprattutto imparando alcuni dei processi che hanno restituito le sale al loro stato originario. 

Una volta conquistato (e indossato) il premio – un autentico grembiule da restauratori Lares per un giorno – abbiamo diviso i partecipanti in due gruppi: quelli a cui ci siamo fidati di dare in mano gli strumenti del restauro, e quelli a cui abbiamo pensato non fosse il caso.

Quindi i più piccoli si sono messi all’opera, riproducendo i dettagli di alcuni stucchi restaurati nelle sale della Casa Museo della Fondazione. I più grandi invece si sono messi in ascolto, per un confronto tra Mario Massimo Cherido, Lares Restauri, Paolo Faccio, Università IUAV, Andrea Grilletto, Assorestauro e Alessandro Marinello, UIA – Università Internazionale dell’Arte di Venezia.

Un confronto tra esperti per un incontro con il restauro, come quello che in modi diversi hanno avuto i nostri relatori nel corso della loro vita.

Emerge dai vari contributi tutta la ricchezza di una professione fatta di sfaccettature e punti di vista molto diversi e allo stesso tempo complementari. L’incontro tra chimica e storia dell’arte, tra la concretezza del lavoro artigianale e manuale, la scienza e la tecnica e il sentire umanistico.

il restauro è L’incontro tra chimica e storia dell’arte, tra la concretezza del lavoro artigianale e manuale, la scienza e la tecnica e il sentire umanistico.

Paolo Faccio delinea con precisione una caratteristica: il restauro è di per sé una disciplina proiettata al futuro, in costante e continuo aggiornamento, in cui cambiano metodi, materiali, supporti. 

Ma come si diventa professionisti del restauro? Come ci si può formare per diventare esperti di questo settore? Sul palco ci sono due possibilità: quella di UIA, istituto che forma Tecnici del Restauro, e la scuola di specializzazione dello IUAV, che attraverso un percorso post laurea forma esperti di tutela e restauro del patrimonio. 

Un punto che viene messo in evidenza è quello della sensibilizzazione: la formazione del restauro non deve essere solo rivolta agli esperti dell’ambito e a coloro che diventeranno professioni del settore. La formazione deve essere trasversale, rivolta a tutta la cittadinanza: perché il restauro è un impegno di pochi, che riguarda tutti. La diffusione delle peculiarità del nostro patrimonio e della sua conservazione è ulteriore caratteristica fondamentale perché la formazione sul restauro possa definirsi completa.

Un altro modo in cui il mondo del restauro guarda avanti è quella delle tecniche e delle tecnologie. Degli approcci più sostenibili e più attenti alla cura dei nostri beni culturali. Come sottolinea Andrea Grilletto l’Italia a livello internazionale è un punto di riferimento per il restauro: per l’innovazione in tutta la filiera, ma anche per l’approccio culturale nato dal continuo dialogo tra presente e passato a cui per intelligenza o necessità in Italia siamo costantemente abituati.

Caccia al tesoro tra i restauri, gli stucchi realizzati dai più piccoli e il dialogo tra i più grandi ci hanno fatto capire che formare al restauro e diffondere ciò che lo riguarda è fondamentale per guardare con più consapevolezza al futuro. Ovviamente è solo un piccolo passo il nostro, ma (speriamo!) nella direzione giusta.

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